Caratteristiche fondamentali che deve avere il conducente di piattaforme aeree

Questo articolo del blog Only Rent è rivolto ai lavoratori incaricati dell’uso delle piattaforme aeree su carro e semoventi, il suo obiettivo è quello informare i lavoratori sui pericoli e i conseguenti rischi lavorativi che essi possono incontrare nello svolgimento del proprio lavoro e fornire le indicazioni indispensabili per un uso corretto e sicuro delle macchine a loro affidate nel periodo del noleggio.

Oggi quindi ci concentreremo sul Conducente, analizzando le caratteristiche che il lavoratore incaricato della conduzione delle piattaforme aeree su carro e semoventi deve possedere, quindi: le sue condizioni psicofisiche; il suo abbigliamento; l’informazione; la formazione e l’addestramento minimo necessario.

La piattaforma è un mezzo di lavoro complesso che necessità di livelli di attenzione nell’uso elevati, ed è per questo motivo che il conducente deve:
• essere in possesso di patente di guida (almeno di tipo B);
• possedere idonee qualità psicofisiche (riflessi pronti, temperamento calmo e riflessivo, senso di responsabilità e prudenza);
• possedere sufficienti cognizioni di meccanica e sica (capacità di valutare ingombri, distanze, velocità, capacità di valutare la stabilità dei carichi, il peso e l’equilibrio);
• conoscere in maniera approfondita le caratteristiche tecniche del mezzo con cui deve operare.

 

La percezione del rischio da parte del conducente deve essere sempre ottimale.
Le condizioni psicofisiche del lavoratore sono tra le possibili cause scatenanti di un incidente sul lavoro, ed è per questo che a carico del datore di lavoro vi è l’obbligo della vigilanza sui luoghi di lavoro e di tener conto delle capacità e delle condizioni dei lavoratori (in rapporto alla loro salute e alla sicurezza) prima di affidare loro un incarico.
L’incidente è l’evento non desiderato che si verifica quando il lavoro non viene condotto secondo gli standard produttivi progettati o quando il lavoro è privo e/o carente di progettazione. Inoltre, quest’ultimo errore determina anche metodi di lavoro non corrette, carenze nell’organizzazione adottata e nella logistica dello stabilimento.
Per esempio, se analizziamo un incidente, esso si verifica, quasi sempre, quando il mezzo viene condotto da personale non preparato e quindi privo di un’adeguato addestramento nell’uso della macchina, senza un’adeguato studio da parte non solo del lavoratore ma anche dei responsabili dell’opera, progettisti inclusi, delle potenzialità della macchina stessa e dei limiti (anche temporali) che essa impone nel suo utilizzo.

Piattaforme aeree caratteristiche ed elementi costitutivi

Definizione di Piattaforma Aerea:

La piattaforma aerea detta anche “piattaforma di lavoro mobile elevabile” è una macchina destinata a spostare operatori nei lavori in quota, lavori che possono essere di edilizia, come ad esempio il rifacimento di un prospetto o la messa in sicurezza di balconi, lavori di giardinaggio come ad esempio la potatura di alberi, lavori elettrici come la messa appunto di un impianto elettrico e tutti i lavori in alta quota che richiederebbero l’applicazione di ponteggi che richiedono maggiori costi e tempi più lunghi.

Esistono diverse tipologie di piattaforme aeree ed ogni modello è adatto ad una particolare esigenza di lavoro, nella massima sicurezza negli ambienti più difficili e con relativa agilità negli spazi più ristretti, all’interno o all’esterno di edifici.

Noi della Only Rent srl disponiamo di un vasto parco mezzi che soddisfa ogni genere di necessità di noleggio di piattaforme aeree a Palermo.

Clicca in basso per scoprirli.

 

Elementi che costituiscono una piattaforma aerea:

La cesta è una cabina recintata che può essere spostata sotto carico nella posizione di lavoro richiesta e dalla quale possono essere eseguite operazioni in costruzione, riparazione, ispezione o altri lavori simili.

Il cestello è una delle parti fondamentali della piattaforma, anche per questo volgarmente è chiamata cestello o cestello elevatore.

La struttura estensibile è una struttura collegata al telaio e ai supporti della piattaforma di lavoro.

Consente gli spostamenti della piattaforma.

Può essere di diverse tipologie, un braccio, una scala singolo o telescopico o articolato, un meccanismo a forbice e può ruotare sulla base o meno.

Il telaio è una base della piattaforma lavoro mobile elevatrice. Può essere di tipo a trazione o spinta, semovente ecc…

Il suo peso da stabilità all’intera struttura.

Altri elementi della piattaforma aerea sono gli stabilizzatori, dispositivi e sistemi utilizzati per stabilizzare le piattaforme che supportando e/o livellando l’intera piattaforma mobile elevabile o estendibile, per esempio marinaretti, dispositivi di blocco di estensione ecc…

I possibili movimenti della piattaforma aerea:

I possibili movimenti della piattaforma sono di abbassamento, sollevamento, rotazione, orientamento, spostamento.

  • Abbassamento/Sollevamento: sono tutte le operazioni per spostare la piattaforma a livelli superiori o inferiori.
  • Rotazione: movimento circolare della ple rispetto all’asse verticale.
  • Orientamento: movimento circolare della struttura estendibile rispetto all’asse verticale.
  • Spostamento: qualsiasi movimento prodotto dal telaio con la piattaforma che sia diversa da quella del trasporto.

Scherzi da non fare quando si lavora in medio/alta quota.

Buongiorno dal Blog Only Rent!

Oggi parleremo di un’argomento particolare che molti potrebbero considerare come di “poco conto” ma di cui in realtà è stata emessa anche una sentenza dalla parte della Cassazione.

Obbligare una persona che sta eseguendo lavori in quota a restare su un tetto, su un soppalco o su una qualsiasi superficie rialzata, impedirgli di scendere perché si toglie la scala che avrebbe dovuto usare per scendere: è reato.

Se una persona fa manutenzione su un tetto e qualcuno, per fargli uno scherzo o un dispetto, gli toglie la scala appoggiata alla parete dell’edificio che è servita a chi è sul tetto per salire e che gli sarebbe servita per scendere e il malcapitato rimane sul tetto per svariati minuti fino a che non gli viene restituita la scala è reato punibile con la reclusione.

Non importa se a sottrarre la scala sia il proprietario dell’abitazione su cui l’uomo è salito senza autorizzazione e che lo faccia per difendere la proprietà privata. Non si può parlare di esercizio arbitrario delle proprie ragioni o di legittima difesa.

Un comportamento di questo tipo è reato di “violenza privata”. L’ha chiarito la Cassazione nella sentenza 23391/17 del 12 maggio 2017. In tutti i casi scatta il reato di violenza privata per il quale il codice penale prevede la reclusione fino a quattro anni. Essendo un reato che prevede una pena inferiore a 5 anni, il colpevole può chiedere il beneficio della “tenuità del fatto”, cioè archiviazione del procedimento penale e la non applicazione delle sanzioni. Comunque, chi è stato costretto a rimanere sul tetto perché non ha più la scala, può chiedere il risarcimento del danno.

 

Il testo unico 81/2008, articoli 105 e seguenti, ci dà la definizione di lavori in quota: “un’attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto a un piano stabile”. Questo rischio raggiunge il suo massimo nei cantieri temporanei e mobili (come nel caso dello “scherzo della scala”): interessa infatti tutte le attività lavorative che espongono i lavoratori a rischi di caduta da più di 2 metri, e in particolare interessa i manutentori di fabbricati e/o di impianti.

Gli addetti, in relazione alle protezioni adottate dal datore di lavoro, devono sempre operare nel rispetto delle norme sulla sicurezza, con dispositivi di protezione individuale. L’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto è subordinato all’addestramento dell’operatore. Ma se qualcuno toglie la scala al lavoratore, nulla possono i dispositivi e le norme di sicurezza.

Nello specifico, raccomandiamo per chi effettua noleggi “a freddo” con le nostre piattaforme aeree Only Rent di evitare questo genere di “giochi” manovrando le piattaforme aeree, i lavori in media/alta quota richiedono assoluta concentrazione e serietà per essere svolti nella maniera più professionale possibile, è proprio per questo che lo staff Only Rent consiglia sempre la tipologia di noleggio “a caldo” ossia con un operatore specializzato che si dedica unicamente a manovrare la piattaforma e che vi permetta di lavorare in tutta tranquillità.

 

Nuova norma per la pulizia di canne fumarie

Buongiorno dal Blog OnlyRent!

Come ben sapete noi della OnlyRent ci occupiamo di noleggio di piattaforme aeree autocarrate (da 14 fino a 40 mt), semoventi, ragno, pantografi e furgoni jumpy, jumper, ducato maxi e cassonati con gru in tutta Palermo e provincia.

Oggi parleremo della nuova norma nazionale UNI 10847:2017 che tratta le linee guida e le procedure di pulizia delle canne fumarie e per apparecchi alimentati con combustibili liquidi e solidi.

Chi redige e approva queste norme?

E’ il Comitato termotecnico italiano energia e ambiente, acronimo CTI, è un’associazione senza fine di lucro, avente il compito di svolgere l’attività normativa nei settori della termotecnica e della produzione e utilizzazione di energia termica, e delle relative implicazioni ambientali.

fonte wikipedia

Scopriamo di più.

La norma “Pulizia di sistemi fumari per generatori e apparecchi alimentati con combustibili liquidi e solidi – Linee guida e procedure“, che ritira e sostituisce la norma UNI 10847:2000, stabilisce i criteri e le procedure da adottare per realizzare un efficace intervento di pulizia, compreso il successivo controllo, dei sistemi fumari asserviti a generatori di calore e apparecchi alimentati con combustibili liquidi e biocombustibili solidi. La pulizia del generatore è esclusa dal campo di applicazione della norma.

Ecco qui di seguito un esempio di sostituzione e pulizia di canna fumaria per un edificio residenziale con l’ausilio della piattaforma aerea Only Rent noleggiata a Palermo.

 

Qual’è la distanza minima tra due edifici? Quali sono le regole?

Buon giorno dal Blog OnlyRent,

Come ben sapete noi della OnlyRent ci occupiamo di noleggio di piattaforme aeree autocarrate (da 14 fino a 40 mt), semoventi, ragno, pantografi e furgoni jumpy, jumper, ducato maxi e cassonati con gru in tutta Palermo e provincia.

Per noi della OnlyRent Noleggio tenere aggiornati i nostri fedeli clienti delle leggi e le normative che regolano il settore dell’edilizia è fondamentale, infatti, questo articolo parleremo della distanza minima che due edifici devono mantenere e l’obbligo di finestramento di una delle due.

Per poter applicare la regola della distanza minima di 10metri (art. 9 del d.m. 2 aprile 1968 n. 1444) è necessaria l’esistenza di due pareti che si contrappongono, di cui almeno una deve essere finestrata. Lo ha ribadito il Tar Abruzzo, sezione prima, nella sentenza n.109/2017 pubblicata lo scorso 23 febbraio.

I giudici amministrativi abruzzesi rammentano che “per pacifica giurisprudenza la legittimazione dei soggetti terzi, non direttamente destinatari del provvedimento, è riconosciuta in base al criterio cosiddetto della “vicinitas”, ovvero in caso di stabile collegamento materiale tra l’immobile del ricorrente e quello interessato dai lavori, quando questi ultimi comportino contra legem un’alterazione del preesistente assetto urbanistico ed edilizio”.

Quindi, i ricorrenti non devono dimostrare il pregiudizio della situazione soggettiva protetta perché “il danno è ritenuto sussistente in re ipsa per la violazione della normativa edilizia, in quanto ogni edificazione non conforme alla normativa e agli strumenti urbanistici incide se non sulla visuale, quanto meno sull’equilibrio urbanistico del contesto e l’armonico e ordinato sviluppo del territorio, a cui fanno necessario riferimento i titolari di diritti su immobili adiacenti, o situati comunque in prossimità a quelli interessati dagli abusi. Si considera, pertanto, attuale e concreto l’interesse di chi, come i ricorrenti, proprietari di un immobile confinante a quello oggetto dell’intervento contestato, ha interesse a ché il vicino edifichi regolarmente anche in presenza di una lesione potenziale o eventuale”.

 

 

fonte: ediltecnico.it

Misure di prevenzione per piattaforme aeree in prossimità di linee elettriche.

Buongiorno dal blog di OnlyRent!

Oggi presenteremo esempi tratti dall’archivio Ispesl Infor.mo.: incidenti relativi all’utilizzo di piattaforme di lavoro elevabili in vicinanza di linee elettriche. Le dinamiche degli infortuni, le indicazioni del Testo Unico, le distanze minime consentite.

Già in diversi articoli del nostro blog abbiamo trattato argomenti che parlano dei rischi nell’utilizzo di queste attrezzature di lavoro, in particolare oggi ci soffermiamo sui problemi relativi alle vicinanze a linee elettriche.
Come ben sapete noi della OnlyRent ci occupiamo di noleggio di piattaforme aeree autocarrate (da 14 fino a 40 mt), semoventi, ragno, pantografi e furgoni jumpy, jumper, ducato maxi e cassonati con gru in tutta Palermo e provincia.
 

I casi

Il primo caso è relativo a lavori di riparazione di una condotta di un impianto di aspirazione su di una copertura a circa 5 metri di altezza.
Per svolgere questo lavoro due artigiani salgono su una piattaforma aerea.
Le operazioni avvengono “ad una distanza ravvicinata rispetto ad una linea elettrica aerea in media tensione (15.000 Volt)”.
Al termine del lavoro, nella fase di discesa, mentre uno dei due manovra la piattaforma l’altro viene in contatto con la linea elettrica e resta folgorato.
Al di là degli eventuali errori procedurali che portano al contatto, è evidente che la distanza dalla linea elettrica della piattaforma era troppo bassa per lavorare in sicurezza.
               
Il secondo caso è relativo invece a lavori su una linea elettrica.

Un lavoratore si trova, assieme a dei colleghi, su un carro ferroviario, per eseguire dei lavori sulla linea elettrica e per fare ciò utilizzano una piattaforma aera.
Tra i lavori da eseguire c’è “la rimozione di un ‘legno’ di sezione (dispositivo di sezionamento) che, in corrispondenza dello scambio dei binari, mette in comunicazione elettricamente il binario pari e quello dispari, precedentemente installato in posizione errata”.
Per eseguire questi lavori è “programmata una interruzione ferroviaria e la tolta tensione prima solo sul binario dispari, poi anche sul binario pari” in quanto il ‘legno’ di sezione su cui occorre intervenire è comunicante con entrambi i binari.
In particolare la “procedura prevede che prima di intervenire su cavi della linea elettrica occorre ricevere un modulo cartaceo di notifica di tolta tensione”.
Verso mezzanotte viene data comunicazione di tolta tensione sul binario pari e iniziano i lavori. Verso le due una squadra di lavoro si reca nella zona dove deve essere eseguita la rimozione del “legno” di sezione e attende il consenso all’inizio lavori.
Nell’attesa iniziano “a prepararsi alzando la piattaforma avvicinandosi ai cavi della linea”.
Un lavoratore avvicina le mani al legno di sezione e rimane folgorato.
“I lavori sono iniziati pochi minuti prima che fosse tolta la tensione, senza aspettare di ricevere il modulo di conferma della tolta tensione su entrambi i binari. Pare che sia stato il direttore di cantiere, presente sulla piattaforma assieme all’infortunato, a decidere l’inizio dell’intervento assegnando all’infortunato il compito di rimuovere il ‘legno’”.
L’errore determinante è evidente: è “stato consentito l’inizio dei lavori prima di ricevere la comunicazione di tolta tensione, contravvenendo a quanto indicato nel POS”.
 
Il terzo caso è invece relativo ad attività di costruzione di edifici.
Un lavoratore, “in quel momento da solo, nonostante nel libretto di uso sia indicata la necessità di un altro lavoratore a terra, sale su di una piattaforma aerea per effettuare dei lavori di rifinitura alla facciata di un capannone industriale appena realizzato”.
“In quel momento sta piovendo a dirotto, per cui ha con sé un ombrello aperto. Durante la manovra di avvicinamento del cestello alla zona di lavoro, urta con l’ombrello i cavi di una linea aerea a conduttori nudi di media tensione che si trova a pochi metri dall’edificio.
L’infortunato viene attraversato da una forte scarica elettrica che lo uccide”.
 
In questo caso gli elementi che portano all’incidentale sono diversi:
– il lavoratore usa da solo la piattaforma aerea;
– il lavoratore “esegue il lavoro in prossimità di linea elettrica nuda sotto tensione, non protetta;
– la pioggia intensa induce il lavoratore ad usare l’ombrello, che riduce la visibilità”.
 
Infine il quarto e ultimo caso in attività di completamento di edifici.
Un operaio posiziona il veicolo della piattaforma aerea in prossimità del posto presso cui deve operare.
Successivamente sale sulla piattaforma telescopica e con il comando locale si solleva fino a circa 6 metri di altezza dal suolo ed alla distanza di circa 1,5 metri da una linea elettrica aerea a 20 KV.
Il suo lavoro consiste nel tinteggiare la facciata di un capannone utilizzando un rullo montato su di un’asta in alluminio lunga 3,2 metri.
Nel momento in cui intinge il rullo nel secchio della pittura (posto sul piano della piattaforma), non si ravvede che l’asta in alluminio (dalla parte dell’impugnatura) viene a contatto con 2 dei 3 conduttori in tensione della linea elettrica a 20 KV. Conseguentemente al contatto elettrico l’operaio muore per folgorazione.
Anche in questo caso la distanza con la linea elettrica non era sufficiente.
   
La prevenzione
Sono molti i casi che il sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi ha raccolto in merito all’uso di piattaforme aeree in relazione alla vicinanza di linee elettriche.
Spesso alla base di questi incidenti ci sono errori procedurali e la sottovalutazione dei pericoli connessi all’energia elettrica.
 
Ricordiamo che già il Decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, abrogato dal Decreto legislativo 81/2008, prevedeva che “non possono essere eseguiti lavori in prossimità di linee elettriche aeree a distanza minore di 5 metri dalla costruzione o dai ponteggi, a meno che, previa segnalazione all’esercente delle linee elettriche, non si provveda da chi dirige detti lavori per un’adeguata protezione, atta ad evitare accidentali contatti o pericolosi avvicinamenti ai conduttori delle linee stesse”.
Vediamo brevemente le indicazioni contenute nel D.Lgs. 81/2008 e modificate con le correzioni del D.Lgs. 106/09.
Al Capo III “Impianti e apparecchiature elettriche” l’articolo 83, relativo ai lavori in prossimità di parti attive, indica che “non possono essere eseguiti lavori non elettrici in vicinanza di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti di cui alla tabella 1 dell’allegato IX, salvo che vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi”.
Al Capo II “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota” l’articolo 117 recita che “ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 83, quando occorre effettuare lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, ferme restando le norme di buona tecnica, si deve rispettare almeno una delle seguenti precauzioni:
a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei lavori;
b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano l’avvicinamento alle parti attive;
c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni altra attrezzatura a distanza di sicurezza”.
Inoltre riguardo alla distanza di sicurezza il comma 2 dell’articolo 117 indica che la distanza “deve essere tale che non possano avvenire contatti diretti o scariche pericolose per le persone tenendo conto del tipo di lavoro, delle attrezzature usate e delle tensioni presenti e comunque la distanza di sicurezza non deve essere inferiore ai limiti di cui all’allegato IX o a quelli risultanti dall’applicazione delle pertinenti norme tecniche”.
Pagina introduttiva del sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero 90, 638, 882, 1011e 1427(archivio incidenti 2005/2008).

Potatura degli alberi con le Piattaforme Aeree

Buongiorno dal Blog OnlyRent!
Oggi ci dedicheremo ad una specifica categoria di affezionati clienti: i Giardinieri.
Come ben sapete noi della OnlyRent ci occupiamo di noleggio di piattaforme aeree autocarrate (da 14 fino a 40 mt), semoventi, ragno, pantografi e furgoni jumpy, jumper, ducato maxi e cassonati con gru in tutta Palermo e provincia e sono molti i clienti che fanno affidamento ad una piattaforma per la potatura delle chiome degli alberi, in particolar modo per quelli ad alto fusto o di grandi dimensioni in genere.
Si tratta della potatura con l’ausilio delle piattaforme aeree, ovvero di quei “cestelli” semoventi sorretti da carrelli elevatori.

Obiettivi della potatura con piattaforma.

La potatura ha come finalità quella di migliorare la pianta sia nel suo aspetto estetico, sia dal punto di vista della salute e della longevità della stessa.
In modo sintetico, possiamo così riassumere gli obiettivi della potatura con piattaforma:
– Non recare alcun danno a ciò che circonda la pianta.
– Migliorare la salute e l’aspetto ornamentale della pianta stessa.
– Rispettare la forma originale della pianta.

Perché la potatura con piattaforma?

Per una questione di salute della pianta e di prevenzione degli eventuali danni che essa potrebbe procurare, la potatura è un’operazione imprescindibile se vogliamo conservarla più a lungo e nel miglior stato possibile. Ci sono casi in cui non vi è la possibilità di intervenire in altro modo su una pianta per poter potare i suoi rami. Questi possono essere:

– il terreno non è sicuro, e non garantisce la stabilità della pianta in arrampicata
– i rami sono secchi e/o malati
– la pianta appoggia troppo su altre piante o è troppo vicina ai cavi elettrici.

In questi casi l’alternativa a disposizione è la potatura con l’ausilio delle piattaforme aeree. Se poi vi è la possibilità di poggiare il macchinario su un terreno che non soffra per il compattamento, le cui radici non rischino alcun tipo di compromissione, meglio ancora.
La potatura è un intervento indispensabile per una corretta manutenzione del giardino, come dei parchi, pubblici e privati.

Come si esegue la potatura degli alberi con la piattaforma.

La prima cosa da fare è una valutazione dell’intervento, dell’iter dei lavori e della posizione migliore dove poggiare la base del carrello elevatore.

Proprio per questo abbiamo potenziato il servizio di assistenza alla clientela composto da una squadra di collaboratori che in tempo reale offrono valide soluzioni alle richieste, basterà contattarci per programmare un sopralluogo e successivamente un preventivo gratuito per il lavoro da eseguire.

Fatto questo, l’operatore si sistema nel cesto, si preoccupa di mettersi in sicurezza e viene issato così nei punti dove c’è necessità di intervenire, spostandosi di volta in volta.

E’ bene ricordare che non ci si deve muovere da soli, le variabili da valutare sono legate a più fattori. L’inesperienza e l’incompetenza possono causare danni ed essere pericolose, per se stessi (durante i lavori) e per gli altri (durante i lavori e/o dopo).
Con il noleggio “a caldo” potrai contare su un operatore specializzato che ti assisterà nel lavoro e manovrerà la piattaforma, in questo modo possiamo mettere in sicurezza noi stessi e la pianta che, dopo la potatura, potrà riprendere l’attività vegetativa nel migliore dei modi.
Fonte: www.vivailoda.it

Bonus 50% Detrazione Edilizia 2017

Buongiorno lettori!

Oggi nel Blog OnlyRent tratteremo un importante argomento per i nostri clienti proprietari di ditte edili e per privati che hanno interesse ad effettuare lavori edili nell’anno 2017.

Sappiamo bene che ormai l’ausilio delle piattaforme aeree per effettuare lavori di natura edilizia in alcuni casi, è diventato praticamente fondamentale ed è per questo che i nostri clienti sanno che possono affidarsi a noi con sicurezza per il noleggio di piattaforme aeree autocarrate, semoventi, ragno, pantografi e furgoni jumpy, jumper, ducato maxi e cassonati con gru.

               

L’argomento che andremo a trattare è il Bonus 50% per ristrutturazione edilizia, presente nella nuova guida delle Entrate. La Guida illustra regole e modalità da seguire per poter accedere al bonus per le ristrutturazioni edilizie e tiene conto delle novità sul tema contenute nella Legge di bilancio 2017.

Tra le principali novità segnalate: la proroga per tutto l’anno 2017 del bonus mobili e del bonus ristrutturazioni edilizie, nuove istruzioni e tempi più ampi per effettuare gli interventi di adozione di misure antisismiche.

Con l’approvazione della Legge Finanziaria 2017, il Bonus ristrutturazioni con detrazione al 50% è stato prorogato al 2017.

Nella Manovra Finanziaria 2017 è prevista la proroga di 1 anno (quindi fino al 31 dicembre 2017) della detrazione 50% per le ristrutturazioni edilizie e per il bonus mobili ed elettrodomestici, sempre al 50%.

Una novità interessante consiste nel fatto che le detrazione 50% ristrutturazione e gli interventi di recupero del patrimonio edilizio spettano anche al convivente di fatto, di qualsiasi sesso. Lo dice la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 28 luglio 2016, n. 64/E.

Sul S.O. 129 della Gazzetta Ufficiale n. 147 del 26 giugno 2012 è stato pubblicato il Decreto Crescita (d.l. n. 83 del 26 giugno 2012 Misure urgenti per la crescita del Paese). In questa pagina Ediltecnico.it fornisce indicazioni sugli interventi di ristrutturazione edilizia che potranno usufruire delle detrazioni 50% sull’Irpef.

Nella versione definitiva del Decreto non sparisce l’IMU per gli immobili invenduti delle imprese costruttrici, che pagheranno con aliquota agevolata pari all’1 per mille.

Bonus Mobili, la novità della proroga a fine 2017 della Detrazione 50%

La Detrazione 50% è stata prorogata al 31 dicembre 2017 e le agevolazioni sono state estese anche all’adeguamento antisismico degli edifici e all’acquisto di mobili in muratura (armadi a mura, cucine, bagni) per un tetto massimo di spesa di 10.000 euro.

Con la  Legge di Stabilità 2016, la Detrazione 50% è stata ulteriormente prorogata di un anno, fino al 31 dicembre 2017.

Fonte: www.ediltecnico.it

 

Studio dei rischi del territorio e le situazioni degli edifici residenziali.

Buongiorno,

Oggi nel Blog di Only Rent Noleggio trattiamo l’importante argomento che riguarda lo studio dei rischi del territorio e le situazioni degli edifici residenziali.

Only Rent come sapete bene, si occupa del noleggio di piattaforme aeree autocarrate, semoventi, ragno e pantografi; furgoni cassonati con gru e ponteggi sospesi ed ascensori, siamo quindi sempre a lavoro con ditte che noleggiano i nostri mezzi anche per esigenze di questo genere.

Ecco perchè oggi trattiamo questo importante argomento tratto dal blog ediltecnico.it 

Il programma di prevenzione contro i terremoti Casa Italia,  presentato da Giovanni Azzone in Commissione parlamentare di inchiesta su sicurezza e degrado delle città, vedrà la creazione di un database unico nel quale i luoghi vengano classificati secondo il loro grado di pericolosità (potrebbe essere pronto entro marzo). E’ previsto anche l’inizio dei lavori per la messa in sicurezza in dieci cantieri “tipo”, selezionati da Renzo Piano e ad oggi non ancora resi noti, che vogliono essere un esempio di quegli interventi da realizzare per la messa in sicurezza degli edifici senza compromettere la qualità della vita degli abitanti.

Scopo finale è quello di riuscire a mettere in sicurezza gli edifici prestando attenzione al contesto socio-economico in cui si trovano e consentendo a chi li abita di rimanerci a vivere.

Lo studio dei rischi del territorio

Tre i punti su cui si sta lavorando:

  • capire come ridurre la pericolosità dei luoghi
  • identificare le condizioni di vulnerabilità degli edifici e studiare gli interventi che la potrebbero ridurre
  • identificare i luoghi a rischio tali che richiedono un intervento normativo.
 

A breve e medio termine si prevede di raggiungere tre obiettivi:

  • rendere disponibili e comprensibili le principali misure per ogni comune italiano
  • ricostruire le politiche di prevenzione del rischio di carattere naturale e sociale per individuare punti di forza e di debolezza
  • preparare una proposta di intervento di prevenzione che, per il primo anno, sarà incentrata sul tema della sismica tramite la riduzione del grado di vulnerabilità del patrimonio edilizio

La situazione degli edifici residenziali

I numeri relativi agli edifici residenziali in Italia: su 12 milioni di edifici, 7 milioni sono in muratura portante e più della metà si trova nei centri urbani, il 67 – 68% si trova nelle aree periferiche e ultraperiferiche. Meno del 30% degli edifici residenziali sono in calcestruzzo, di cui il 39% nei centri urbani e il 17% nei comuni periferici.

Il 30% degli oltre 3 milioni degli edifici costruiti prima del 1945 si trova nelle aree interne appenniniche e per quanto riguarda il livello di conservazione ha sottolineato un divario tra Nord e Sud a vantaggio del Nord.

Ha infine sottolineato che fino a ora le politiche sono state scarse, si sono susseguiti piani nazionali e programmi di riqualificazione che però non hanno messo i comuni in condizione di poter gestire la situazione a causa sella valutazione scarsa ed episodica poiché gli indicatori da rispettare per la selezione delle aree di intervento hanno rappresentato un filtro molto debole.

Obbligo di abilitazione per manovrare PLE

Buon giorno dal blog della OnlyRent, 

Nei lavori edili in quota, va sempre più diffondendosi l’uso delle piattaforme aeree, chiamate in gergo anche autocestelli.

All’uso di questa attrezzatura – che viene spesso utilizzata sia per attività a grandi altezze (in alternativa all’utilizzo di opere provvisionali), sia per lavorazioni a quote relativamente basse (in alternativa a scale e ponti su ruote) – sono purtroppo correlati molti infortuni gravi.
Per utilizzare in sicurezza una piattaforma aerea  “devono essere presi in considerazioni vari elementi. Alcuni di questi sono correlati alla tipologia e alle caratteristiche della macchina utilizzata; altri all’ambiente di lavoro; altri ancora alla tipologia di lavoro da eseguire con l’ausilio della PLE. Molti di questi elementi, se non correttamente considerati e valutati, possono causare infortuni gravissimi, anche mortali”.
Alcune distinzioni per il noleggio di piattaforme aeree:
nolo a freddo: “quando il noleggiante mette a disposizione dell’utilizzatore la sola attrezzatura di lavoro”. Il nolo a freddo, “quando non prevede l’installazione, è, pertanto,equivalente alla mera fornitura di un’attrezzatura”;
nolo a caldo: “quando il noleggiante mette a disposizione dell’utilizzatore l’attrezzatura di lavoro insieme ad un proprio lavoratore con specifiche conoscenze e competenze per il suo utilizzo nei luoghi in cui opera lo stesso utilizzatore in regime di appalto o subappalto.

Noleggio con operatore

Tra le cause più frequenti di incidenti si annoverano:
-il ribaltamento della macchina dovuto a errato posizionamento o stabilizzazione o a cedimento del terreno, il cedimento o ribaltamento causato da sovraccarico;
-il ribaltamento durante la fase di carico o scarico su mezzi di trasporto;
-l’urto con altri mezzi in movimento;
-l’urto con strutture fisse;
-l’intrappolamento tra la base e la struttura;
-la discesa incontrollata per guasto ai componenti;
-l’intrappolamento con parti mobili;
-le cadute dal cestello;
-la folgorazione per  contatto con linee elettriche in tensione;
-la manutenzione carente e i cedimenti strutturali.
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Per queste ragioni secondo la Nuova Legge sulla sicurezza aggiornata nel 2009 non è assolutamente possibile utilizzare la Piattaforma di Lavoro Aerea senza essere in possesso dell’Abilitazione.
Secondo legge questo è il solo modo per poter utilizzare la Piattaforma, fino ad allora il mezzo non si potrà movimentare.
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Da anni noi della OnlyRent ci occupiamo del noleggio di piattaforme aeree e furgoni a palermo per lavori di edilizia per aziende e privati, è importante per noi trasmettere queste informazioni sulla sicurezza in modo che il nostro cliente sia sempre informato sulle normative e le leggi che regolano l’utilizzo delle suddette piattaforme.
FONTE: http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-rischio-C-5/attrezzature-macchine-C-45/inail-un-manuale-per-l-uso-in-sicurezza-delle-piattaforme-mobili-AR-12684/