Interventi edilizi per cui si può richiedere l’esenzione.

Buongiorno dal blog Only Rent,

oggi tratteremo un interessante argomento riguardante un particolare tipo di intervento edilizio di cui si può richiedere l’esenzione ossia le calamità naturali.

L’articolo 17 comma 3 lett. d) del Testo Unico Edilizia (DPR n. 380/2001) dispone che il contributo di costruzione non è dovuto per gli interventi da realizzare in attuazione di norme o di provvedimenti emanati a seguito di pubbliche calamità.

Noi della Only Rent riteniamo importante mantenere aggiornati i nostri clienti che lavorano nell’ambito dell’edilizia e noleggiano le nostre piattaforme aeree e i nostri furgoniè per questo che presenteremo due sentenze che hanno trattato l’ipotesi di esonero degli interventi edilizi in caso di calamità naturali, l’occasione è utile per chiarire meglio l’operatività di tale disposizione, anche allo scopo di evitare una sua distorta applicazione e per istruire correttamente le richieste eventualmente presentate dagli interessati all’ufficio tecnico comunale.

La prima delle due sentenze che interessano in questa sede è la n. 2567 del 30 maggio 2017 del Consiglio di Stato, sez. IV, nella quale i giudici di Palazzo Spada hanno dovuto valutare il caso in cui il proprietario di un immobile distrutto da un incendio aveva richiesto il permesso di costruire per la relativa ricostruzione, invocando l’esonero di cui al citato art. 17 comma 3 lett. d) del T.U. Edilizia e ottenendo un rifiuto da parte del Comune.

Come è noto, il permesso di costruire è provvedimento naturalmente oneroso (da ultimo, Corte Cost., 3 novembre 2016 n. 231), di modo che le norme di esenzione devono essere interpretate come “eccezioni” ad una regola generale (e da considerarsi, quindi, di stretta interpretazione), non essendo consentito alla stessa potestà legislativa concorrente di ampliare le ipotesi al di là delle indicazioni della legislazione statale, da ritenersi quali principi fondamentali in tema di governo del territorio (Corte Cost., n. 231/2016 cit.). L’art. 17, co. 3, lett. d) del Testo Unico Edilizia prevede la esenzione dal contributo di costruzione “per gli interventi da realizzare in attuazione di norme o di provvedimenti emanati a seguito di pubbliche calamità”.

Definizione di “pubblica calamità”

Si tratta di due distinte ipotesi, ambedue sorrette dal presupposto della pubblica calamità. Quest’ultima deve essere intesa come un evento imprevisto e dannoso che, per caratteristiche, estensione, potenzialità offensiva sia tale da colpire e/o mettere in pericolo non solo una o più persone o beni determinati, bensì una intera ed indistinta collettività di persone ed una pluralità non definibile di beni, pubblici o privati. Ciò che caratterizza, dunque, il carattere “pubblico” della calamità e la differenzia da altri eventi dannosi, pur gravi, è la riferibilità dell’evento (in termini di danno e di pericolo) a una comunità, ovvero ad una pluralità non definibile di persone e cose, laddove, negli altri casi, l’evento colpisce (ed è dunque circoscritto) a singoli, specifici soggetti o beni e, come tale, è affrontabile con ordinarie misure di intervento.

Se, dunque, l’evento deve caratterizzarsi per straordinarietà, imprevedibilità e avere una portata tale da essere “anche solo potenzialmente pericoloso per la collettività”, ciò non è, tuttavia, sufficiente a qualificarlo quale “calamità pubblica”, posto che deve comunque trattarsi di un evento non afferente a beni determinati e non affrontabile e risolvibile con ordinari strumenti di intervento, sia sul piano concreto che su quello degli atti amministrativi.

Per ogni vostra necessità di restauro immobili antichi, rifacimento prospetti, messa in sicurezza balconi e tanto altro, affidatevi ad Only Rent noleggio.

 

Disponiamo di un vasto parco mezzi di piattaforme aeree e furgoni per ogni genere di esigenza.

Contattaci ora per maggiori info.

Scherzi da non fare quando si lavora in medio/alta quota.

Buongiorno dal Blog Only Rent!

Oggi parleremo di un’argomento particolare che molti potrebbero considerare come di “poco conto” ma di cui in realtà è stata emessa anche una sentenza dalla parte della Cassazione.

Obbligare una persona che sta eseguendo lavori in quota a restare su un tetto, su un soppalco o su una qualsiasi superficie rialzata, impedirgli di scendere perché si toglie la scala che avrebbe dovuto usare per scendere: è reato.

Se una persona fa manutenzione su un tetto e qualcuno, per fargli uno scherzo o un dispetto, gli toglie la scala appoggiata alla parete dell’edificio che è servita a chi è sul tetto per salire e che gli sarebbe servita per scendere e il malcapitato rimane sul tetto per svariati minuti fino a che non gli viene restituita la scala è reato punibile con la reclusione.

Non importa se a sottrarre la scala sia il proprietario dell’abitazione su cui l’uomo è salito senza autorizzazione e che lo faccia per difendere la proprietà privata. Non si può parlare di esercizio arbitrario delle proprie ragioni o di legittima difesa.

Un comportamento di questo tipo è reato di “violenza privata”. L’ha chiarito la Cassazione nella sentenza 23391/17 del 12 maggio 2017. In tutti i casi scatta il reato di violenza privata per il quale il codice penale prevede la reclusione fino a quattro anni. Essendo un reato che prevede una pena inferiore a 5 anni, il colpevole può chiedere il beneficio della “tenuità del fatto”, cioè archiviazione del procedimento penale e la non applicazione delle sanzioni. Comunque, chi è stato costretto a rimanere sul tetto perché non ha più la scala, può chiedere il risarcimento del danno.

 

Il testo unico 81/2008, articoli 105 e seguenti, ci dà la definizione di lavori in quota: “un’attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto a un piano stabile”. Questo rischio raggiunge il suo massimo nei cantieri temporanei e mobili (come nel caso dello “scherzo della scala”): interessa infatti tutte le attività lavorative che espongono i lavoratori a rischi di caduta da più di 2 metri, e in particolare interessa i manutentori di fabbricati e/o di impianti.

Gli addetti, in relazione alle protezioni adottate dal datore di lavoro, devono sempre operare nel rispetto delle norme sulla sicurezza, con dispositivi di protezione individuale. L’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto è subordinato all’addestramento dell’operatore. Ma se qualcuno toglie la scala al lavoratore, nulla possono i dispositivi e le norme di sicurezza.

Nello specifico, raccomandiamo per chi effettua noleggi “a freddo” con le nostre piattaforme aeree Only Rent di evitare questo genere di “giochi” manovrando le piattaforme aeree, i lavori in media/alta quota richiedono assoluta concentrazione e serietà per essere svolti nella maniera più professionale possibile, è proprio per questo che lo staff Only Rent consiglia sempre la tipologia di noleggio “a caldo” ossia con un operatore specializzato che si dedica unicamente a manovrare la piattaforma e che vi permetta di lavorare in tutta tranquillità.

 

Nuova norma per la pulizia di canne fumarie

Buongiorno dal Blog OnlyRent!

Come ben sapete noi della OnlyRent ci occupiamo di noleggio di piattaforme aeree autocarrate (da 14 fino a 40 mt), semoventi, ragno, pantografi e furgoni jumpy, jumper, ducato maxi e cassonati con gru in tutta Palermo e provincia.

Oggi parleremo della nuova norma nazionale UNI 10847:2017 che tratta le linee guida e le procedure di pulizia delle canne fumarie e per apparecchi alimentati con combustibili liquidi e solidi.

Chi redige e approva queste norme?

E’ il Comitato termotecnico italiano energia e ambiente, acronimo CTI, è un’associazione senza fine di lucro, avente il compito di svolgere l’attività normativa nei settori della termotecnica e della produzione e utilizzazione di energia termica, e delle relative implicazioni ambientali.

fonte wikipedia

Scopriamo di più.

La norma “Pulizia di sistemi fumari per generatori e apparecchi alimentati con combustibili liquidi e solidi – Linee guida e procedure“, che ritira e sostituisce la norma UNI 10847:2000, stabilisce i criteri e le procedure da adottare per realizzare un efficace intervento di pulizia, compreso il successivo controllo, dei sistemi fumari asserviti a generatori di calore e apparecchi alimentati con combustibili liquidi e biocombustibili solidi. La pulizia del generatore è esclusa dal campo di applicazione della norma.

Ecco qui di seguito un esempio di sostituzione e pulizia di canna fumaria per un edificio residenziale con l’ausilio della piattaforma aerea Only Rent noleggiata a Palermo.

 

Bonus Sicurezza come funzionano le agevolazioni?

Buongiorno dal Blog OnlyRent!

Come ben sapete noi della OnlyRent ci occupiamo di noleggio di piattaforme aeree autocarrate (da 14 fino a 40 mt), semoventi, ragno, pantografi e furgoni jumpy, jumper, ducato maxi e cassonati con gru in tutta Palermo e provincia.

 

Tra i nostri affezionati clienti molto spesso troviamo aziende che necessitano del noleggio delle nostre piattaforme aeree per installazione di sistemi di videosorveglianza per negozi o abitazioni, è per questo che dedichiamo il nostro articolo del Blog al Bonus di Sicurezza per l’anno 2016 e 2017.

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate ha stabilito che il Bonus Sicurezza per chi ha installato sistemi di sicurezza nelle proprie abitazioni o sottoscritto contratti con istituti di vigilanza nel 2016 inoltrando la domanda di sgravio nel periodo che va dal 20 febbraio al 20 marzo, ammonterà al 100%

Diamo uno sguardo alle agevolazioni portate dal Bonus Sicurezza per l’anno 2016 e per l’anno 2017:

 

Anno 2016

L’intera spesa sostenuta dai cittadini che hanno effettuato installazioni di sistemi di video sorveglianza e allarmi o hanno ingaggiato istituti di vigilanza per prevenire atti criminali verrà agevolata.

Da dove deriva la quota del bonus? La quota deriva dal rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate (che risultano essere circa 15milioni di euro) e il credito di imposta.

Da questo si può dedurre che la totalità dell’agevolazione sia tale (100%) perchè le richieste sono state molto poche.

Il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione presentando, attraverso i servizi telematici dell’agenzia delle Entrate, il modello di pagamento F24. Il codice tributo da inserire nella sezione “Erario”, colonna “Importi a credito compensati”, è 6874. L’Agenzia delle Entrate farà dei controlli (automatizzati) su ogni modello F24 ricevuto, e avvisa:

“Nel caso in cui il contribuente non abbia validamente presentato l’istanza di attribuzione del credito d’imposta, oppure qualora l’importo del credito utilizzato in compensazione risulti superiore all’ammontare del credito spettante (…), il modello F24 è scartato. Lo scarto è comunicato al soggetto che ha trasmesso il modello F24, tramite apposita ricevuta consultabile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate”.

Anno 2017

 

Nell’anno in corso la possibilità di accedere al credito di imposta è terminata, ma per chi voglia comunque mettere in sicurezza la propria casa c’è la possibilità di accedere alle agevolazioni fiscali che permettono una detrazione Irpef del 50% in 10 anni per quasi tutti i tipi di interventi.

Per consultare quelli che rientrano nell’agevolazione ecco la guida completa dell’Agenzia delle Entrate.

 

 

fonte ediltecnico

Misure di prevenzione per piattaforme aeree in prossimità di linee elettriche.

Buongiorno dal blog di OnlyRent!

Oggi presenteremo esempi tratti dall’archivio Ispesl Infor.mo.: incidenti relativi all’utilizzo di piattaforme di lavoro elevabili in vicinanza di linee elettriche. Le dinamiche degli infortuni, le indicazioni del Testo Unico, le distanze minime consentite.

Già in diversi articoli del nostro blog abbiamo trattato argomenti che parlano dei rischi nell’utilizzo di queste attrezzature di lavoro, in particolare oggi ci soffermiamo sui problemi relativi alle vicinanze a linee elettriche.
Come ben sapete noi della OnlyRent ci occupiamo di noleggio di piattaforme aeree autocarrate (da 14 fino a 40 mt), semoventi, ragno, pantografi e furgoni jumpy, jumper, ducato maxi e cassonati con gru in tutta Palermo e provincia.
 

I casi

Il primo caso è relativo a lavori di riparazione di una condotta di un impianto di aspirazione su di una copertura a circa 5 metri di altezza.
Per svolgere questo lavoro due artigiani salgono su una piattaforma aerea.
Le operazioni avvengono “ad una distanza ravvicinata rispetto ad una linea elettrica aerea in media tensione (15.000 Volt)”.
Al termine del lavoro, nella fase di discesa, mentre uno dei due manovra la piattaforma l’altro viene in contatto con la linea elettrica e resta folgorato.
Al di là degli eventuali errori procedurali che portano al contatto, è evidente che la distanza dalla linea elettrica della piattaforma era troppo bassa per lavorare in sicurezza.
               
Il secondo caso è relativo invece a lavori su una linea elettrica.

Un lavoratore si trova, assieme a dei colleghi, su un carro ferroviario, per eseguire dei lavori sulla linea elettrica e per fare ciò utilizzano una piattaforma aera.
Tra i lavori da eseguire c’è “la rimozione di un ‘legno’ di sezione (dispositivo di sezionamento) che, in corrispondenza dello scambio dei binari, mette in comunicazione elettricamente il binario pari e quello dispari, precedentemente installato in posizione errata”.
Per eseguire questi lavori è “programmata una interruzione ferroviaria e la tolta tensione prima solo sul binario dispari, poi anche sul binario pari” in quanto il ‘legno’ di sezione su cui occorre intervenire è comunicante con entrambi i binari.
In particolare la “procedura prevede che prima di intervenire su cavi della linea elettrica occorre ricevere un modulo cartaceo di notifica di tolta tensione”.
Verso mezzanotte viene data comunicazione di tolta tensione sul binario pari e iniziano i lavori. Verso le due una squadra di lavoro si reca nella zona dove deve essere eseguita la rimozione del “legno” di sezione e attende il consenso all’inizio lavori.
Nell’attesa iniziano “a prepararsi alzando la piattaforma avvicinandosi ai cavi della linea”.
Un lavoratore avvicina le mani al legno di sezione e rimane folgorato.
“I lavori sono iniziati pochi minuti prima che fosse tolta la tensione, senza aspettare di ricevere il modulo di conferma della tolta tensione su entrambi i binari. Pare che sia stato il direttore di cantiere, presente sulla piattaforma assieme all’infortunato, a decidere l’inizio dell’intervento assegnando all’infortunato il compito di rimuovere il ‘legno’”.
L’errore determinante è evidente: è “stato consentito l’inizio dei lavori prima di ricevere la comunicazione di tolta tensione, contravvenendo a quanto indicato nel POS”.
 
Il terzo caso è invece relativo ad attività di costruzione di edifici.
Un lavoratore, “in quel momento da solo, nonostante nel libretto di uso sia indicata la necessità di un altro lavoratore a terra, sale su di una piattaforma aerea per effettuare dei lavori di rifinitura alla facciata di un capannone industriale appena realizzato”.
“In quel momento sta piovendo a dirotto, per cui ha con sé un ombrello aperto. Durante la manovra di avvicinamento del cestello alla zona di lavoro, urta con l’ombrello i cavi di una linea aerea a conduttori nudi di media tensione che si trova a pochi metri dall’edificio.
L’infortunato viene attraversato da una forte scarica elettrica che lo uccide”.
 
In questo caso gli elementi che portano all’incidentale sono diversi:
– il lavoratore usa da solo la piattaforma aerea;
– il lavoratore “esegue il lavoro in prossimità di linea elettrica nuda sotto tensione, non protetta;
– la pioggia intensa induce il lavoratore ad usare l’ombrello, che riduce la visibilità”.
 
Infine il quarto e ultimo caso in attività di completamento di edifici.
Un operaio posiziona il veicolo della piattaforma aerea in prossimità del posto presso cui deve operare.
Successivamente sale sulla piattaforma telescopica e con il comando locale si solleva fino a circa 6 metri di altezza dal suolo ed alla distanza di circa 1,5 metri da una linea elettrica aerea a 20 KV.
Il suo lavoro consiste nel tinteggiare la facciata di un capannone utilizzando un rullo montato su di un’asta in alluminio lunga 3,2 metri.
Nel momento in cui intinge il rullo nel secchio della pittura (posto sul piano della piattaforma), non si ravvede che l’asta in alluminio (dalla parte dell’impugnatura) viene a contatto con 2 dei 3 conduttori in tensione della linea elettrica a 20 KV. Conseguentemente al contatto elettrico l’operaio muore per folgorazione.
Anche in questo caso la distanza con la linea elettrica non era sufficiente.
   
La prevenzione
Sono molti i casi che il sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi ha raccolto in merito all’uso di piattaforme aeree in relazione alla vicinanza di linee elettriche.
Spesso alla base di questi incidenti ci sono errori procedurali e la sottovalutazione dei pericoli connessi all’energia elettrica.
 
Ricordiamo che già il Decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, abrogato dal Decreto legislativo 81/2008, prevedeva che “non possono essere eseguiti lavori in prossimità di linee elettriche aeree a distanza minore di 5 metri dalla costruzione o dai ponteggi, a meno che, previa segnalazione all’esercente delle linee elettriche, non si provveda da chi dirige detti lavori per un’adeguata protezione, atta ad evitare accidentali contatti o pericolosi avvicinamenti ai conduttori delle linee stesse”.
Vediamo brevemente le indicazioni contenute nel D.Lgs. 81/2008 e modificate con le correzioni del D.Lgs. 106/09.
Al Capo III “Impianti e apparecchiature elettriche” l’articolo 83, relativo ai lavori in prossimità di parti attive, indica che “non possono essere eseguiti lavori non elettrici in vicinanza di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti di cui alla tabella 1 dell’allegato IX, salvo che vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi”.
Al Capo II “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota” l’articolo 117 recita che “ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 83, quando occorre effettuare lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, ferme restando le norme di buona tecnica, si deve rispettare almeno una delle seguenti precauzioni:
a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei lavori;
b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano l’avvicinamento alle parti attive;
c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni altra attrezzatura a distanza di sicurezza”.
Inoltre riguardo alla distanza di sicurezza il comma 2 dell’articolo 117 indica che la distanza “deve essere tale che non possano avvenire contatti diretti o scariche pericolose per le persone tenendo conto del tipo di lavoro, delle attrezzature usate e delle tensioni presenti e comunque la distanza di sicurezza non deve essere inferiore ai limiti di cui all’allegato IX o a quelli risultanti dall’applicazione delle pertinenti norme tecniche”.
Pagina introduttiva del sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero 90, 638, 882, 1011e 1427(archivio incidenti 2005/2008).

Studio dei rischi del territorio e le situazioni degli edifici residenziali.

Buongiorno,

Oggi nel Blog di Only Rent Noleggio trattiamo l’importante argomento che riguarda lo studio dei rischi del territorio e le situazioni degli edifici residenziali.

Only Rent come sapete bene, si occupa del noleggio di piattaforme aeree autocarrate, semoventi, ragno e pantografi; furgoni cassonati con gru e ponteggi sospesi ed ascensori, siamo quindi sempre a lavoro con ditte che noleggiano i nostri mezzi anche per esigenze di questo genere.

Ecco perchè oggi trattiamo questo importante argomento tratto dal blog ediltecnico.it 

Il programma di prevenzione contro i terremoti Casa Italia,  presentato da Giovanni Azzone in Commissione parlamentare di inchiesta su sicurezza e degrado delle città, vedrà la creazione di un database unico nel quale i luoghi vengano classificati secondo il loro grado di pericolosità (potrebbe essere pronto entro marzo). E’ previsto anche l’inizio dei lavori per la messa in sicurezza in dieci cantieri “tipo”, selezionati da Renzo Piano e ad oggi non ancora resi noti, che vogliono essere un esempio di quegli interventi da realizzare per la messa in sicurezza degli edifici senza compromettere la qualità della vita degli abitanti.

Scopo finale è quello di riuscire a mettere in sicurezza gli edifici prestando attenzione al contesto socio-economico in cui si trovano e consentendo a chi li abita di rimanerci a vivere.

Lo studio dei rischi del territorio

Tre i punti su cui si sta lavorando:

  • capire come ridurre la pericolosità dei luoghi
  • identificare le condizioni di vulnerabilità degli edifici e studiare gli interventi che la potrebbero ridurre
  • identificare i luoghi a rischio tali che richiedono un intervento normativo.
 

A breve e medio termine si prevede di raggiungere tre obiettivi:

  • rendere disponibili e comprensibili le principali misure per ogni comune italiano
  • ricostruire le politiche di prevenzione del rischio di carattere naturale e sociale per individuare punti di forza e di debolezza
  • preparare una proposta di intervento di prevenzione che, per il primo anno, sarà incentrata sul tema della sismica tramite la riduzione del grado di vulnerabilità del patrimonio edilizio

La situazione degli edifici residenziali

I numeri relativi agli edifici residenziali in Italia: su 12 milioni di edifici, 7 milioni sono in muratura portante e più della metà si trova nei centri urbani, il 67 – 68% si trova nelle aree periferiche e ultraperiferiche. Meno del 30% degli edifici residenziali sono in calcestruzzo, di cui il 39% nei centri urbani e il 17% nei comuni periferici.

Il 30% degli oltre 3 milioni degli edifici costruiti prima del 1945 si trova nelle aree interne appenniniche e per quanto riguarda il livello di conservazione ha sottolineato un divario tra Nord e Sud a vantaggio del Nord.

Ha infine sottolineato che fino a ora le politiche sono state scarse, si sono susseguiti piani nazionali e programmi di riqualificazione che però non hanno messo i comuni in condizione di poter gestire la situazione a causa sella valutazione scarsa ed episodica poiché gli indicatori da rispettare per la selezione delle aree di intervento hanno rappresentato un filtro molto debole.

Offerte di Dicembre

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Buongiorno

Avete già adocchiato la super offerta che la Onlyrent ha riservato per Voi per il mese di Dicembre?

Si sa, a Natale siamo tutti più buoni, per questo la Only Rent Noleggio ha pensato ad un’offerta speciale!

Solo per il mese di Dicembre Noleggio furgoni anche senza carta di credito a partire da 40 Euro.

La ditta Only Rent infatti è una delle poche aziende in Italia che da la possibilità di Noleggiare i furgoni senza la garanzia della carta di credito.

Contattaci per un preventivo gratuito 091/7740121 – email: onlyrent@hotmail.it

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Disposizioni di sicurezza tra locatore e conduttore

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Buongiorno!

Oggi nel blog della OnlyRent tratteremo un altro importante argomento riguardante la sicurezza, in particolare illustreremo le disposizioni di sicurezza rivolte a chi è proprietario o effettua noleggio di piattaforme aeree sancite dal Decreto Legislativo 81/2008 meglio conosciuto come “Testo Unico”, poi aggiornato nel Decreto Legislativo 106/2009 o “Testo Unico Aggiornato”.

Al suo interno di questo decreto vengono chiariti alcuni aspetti che nei testi delle leggi precedenti erano trattati in modo non particolare o addirittura per nulla trattati.

E’ per questo che oggi vorremmo fare un breve focus sui nuovi obblighi di legge per i noleggiatori e i concedenti in uso, che il Testo Unico dispone all’articolo 72:

1) Chiunque venda, noleggi o conceda in uso o locazione finanziaria attrezzature di lavoro deve attestare, sotto la propria responsabilità, che le stesse siano conformi, al momento della consegna a chi acquisti, riceva in uso, noleggio o locazione finanziaria, ai requisiti di sicurezza indicati nell’Allegato V del D.Lgs. n. 81 del 9 Aprile 2008

2) Chiunque noleggi o conceda in uso ad un datore di lavoro attrezzature di lavoro senza conduttore deve, al momento della cessione, attestarne il buono stato di conservazione, manutenzione ed efficienza a fini di sicurezza.
Dovrà altresì acquisire e conservare agli atti per tutta la durata del noleggio o della concessione dell’attrezzatura una dichiarazione del datore di lavoro che riporti l’indicazione del lavoratore o dei lavoratori incaricati del loro uso, i quali devono risultare formati conformemente alle disposizioni del presente titolo.

In base a quanto sopra esposto chiunque conceda o faccia noleggio di piattaforme aeree, come di qualsiasi altra piattaforma di lavoro, in uso, in locazione finanziaria o a noleggio deve:
– redigere una dichiarazione su propria carta intestata dove si attesta sotto la propria responsabilità che la piattaforma ceduta (in uso, in locazione finanziaria, a noleggio) è conforme, al momento della consegna, ai requisiti di sicurezza sopracitati e che se ne attesta il buono stato di conservazione, manutenzione ed efficienza ai fini della sicurezza.
Questa dichiarazione deve essere firmata da entrambe le “parti” (Concedente ed Utilizzatore) così da consegnare una copia al cliente e conservare l’altra per tutta la durata del contratto;

– farsi rilasciare dal “Cliente Datore di Lavoro” (Utilizzatore della Piattaforma) una dichiarazione su propria carta intestata nella quale si indicano le generalità dei lavoratori incaricati all’uso della macchina e che questi siano debitamente formati sull’uso della macchina stessa in conformità alle disposizioni del “Titolo III” del D.Lgs. n. 81 del 9 Aprile 2008. (anche questo in duplice copia e conservato per tutta la durata del contratto)
Per evitare sanzioni è importante che i contratti di “Noleggio, Locazione Finanziaria e Uso” stipulati siano accompagnati dalla documentazione sopra indicata.

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Caratteristiche tecniche furgoni

Spazio per il vostro business

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Oggi nel blog della OnlyRent parleremo delle caratteristiche tecniche dei nostri furgoni, infatti, oltre al noleggio delle piattaforme aeree a Palermo, noi della OnlyRent mettiamo a disposizione per il noleggio furgoni per lavoro con ampi spazi di carico a seconda delle esigenze dei nostri clienti, disponiamo di Jumpy, Jumper e Maxi Volume, e qui di seguito illustreremo in breve le loro caratteristiche tecniche.

Ricordiamo sempre che con la OnlyRent srl hai la possibilità di noleggiare Senza carta di credito, contattaci per maggiori info e preventivi.

Citroen Jumpy 

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notevole spazio di carico, ottimizzato per ogni tipo di utilizzo.

Le porte laterali scorrevoli permettono di caricare un pallet standard, mentre le porte posteriori sono apribili a battente fino a 180°, per una straordinaria accessibilità. La lunghezza di carico può arrivare fino a 2,58 m e consente di ottenere un volume utile considerevole, pari a 7 m3, per una capacità di carico di 1.200 kg (conducente compreso). La soglia di carico minima del  CITROËN Jumpy è di 62 cm con la sospensione posteriore metallica, mentre passa a 50 cm adottando la sospensione posteriore a compensazione pneumatica regolabile, disponibile in opzione. La sospensione pneumatica regolabile permette di avere un’altezza esterna complessiva inferiore a 1,90 m, ma consente soprattutto di conservare un assetto costante durante la guida, indipendentemente dal carico del veicolo.

fonte: http://www.darzauto.it/upload/UserFiles/Cataloghi/Jumpy_brochure_settembre_2012.pdf

Fiat Ducato – Jumper e Ducato Maxi Volume.

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Grandi volumi, grandi portate:

  • 3 passi, 4 lunghezze, 3 altezze
  • 8 volumetrie, da 8 a 17 m³
  • 3 dimensioni di porta laterale scorrevole e di porta posteriore
  • PTT da 26 a 42,5 q
  • portate utili tra 8 e 21 q
  • Carico massimo ammesso sull’asse anteriore fino a 2100 kg
  • Carico massimo ammesso sull’asse posteriore fino a 2500 kg
  • 2 differenti meccaniche, Ducato e Ducato Maxi con sospensioni rinforzate e ruote da 16”

Vano di carico

Da sempre un punto di forza
Furgoni
Il vano di carico è squadrato, regolare ed interamente sfruttabile:
  • è lungo da 2400 a 4200 mm
  • è alto da 1660 2170 mm
  • la larghezza tra passaruote è di 1422 mm: gli europallet da 120 cm si caricano facilmente e in fretta
  • il pavimento può essere protetto da legno multistrato molto resistente
  • le fiancate interne possono essere rivestite di pannelli in materiale termoformato
  • per fissare e trattenere il carico sono disponibili 4 ganci di ancoraggio in fiancata e numerosi punti di fissaggio sul pavimento
  • la luminosità interna è garantita dalle plafoniere da 15 W – è disponibile su richiesta anche unapresa da 12 V all’interno del vano di carico e una plafoniera asportabile e ricaricabile
  • l’accessibilità è garantita da porte a tutt’altezza che a richiesta possono essere apribili fino a 270°
La paratia di separazione tra vano di carico e abitacolo può essere lastrata o vetrata con vetro scorrevole.

Accessibilità

Ogni centimetro di spazio è sfruttabile per caricare la merce
Le porte laterali scorrevoli sono disponibili in 2 larghezze1075 e 1250 mm,  e 2 altezze14851755 mm.
Inoltre:
  • la guida di scorrimento superiore facilita il movimento di apertura e chiusura
  • le maniglie valigia rendono più agevole la presa
La seconda porta laterale scorrevole – lato sinistro – è disponibile a richiesta.
L’accessibilità al vano di carico dalla porta posteriore è estremamente agevole:
  • la porta è alta più di 1,5 m sul tetto basso, quasi 1,80 m sul tetto alto, più di 2 m sul tetto superalto, un vero e proprio record
  • è dotata di due possibilità di apertura a 180° e a 270°, per girare più facilmente intorno al veicolo negli spazi ristretti.

fonte: http://www.fiatprofessional.it/ducato-merci/capacita-carico