Caratteristiche fondamentali che deve avere il conducente di piattaforme aeree

Questo articolo del blog Only Rent è rivolto ai lavoratori incaricati dell’uso delle piattaforme aeree su carro e semoventi, il suo obiettivo è quello informare i lavoratori sui pericoli e i conseguenti rischi lavorativi che essi possono incontrare nello svolgimento del proprio lavoro e fornire le indicazioni indispensabili per un uso corretto e sicuro delle macchine a loro affidate nel periodo del noleggio.

Oggi quindi ci concentreremo sul Conducente, analizzando le caratteristiche che il lavoratore incaricato della conduzione delle piattaforme aeree su carro e semoventi deve possedere, quindi: le sue condizioni psicofisiche; il suo abbigliamento; l’informazione; la formazione e l’addestramento minimo necessario.

La piattaforma è un mezzo di lavoro complesso che necessità di livelli di attenzione nell’uso elevati, ed è per questo motivo che il conducente deve:
• essere in possesso di patente di guida (almeno di tipo B);
• possedere idonee qualità psicofisiche (riflessi pronti, temperamento calmo e riflessivo, senso di responsabilità e prudenza);
• possedere sufficienti cognizioni di meccanica e sica (capacità di valutare ingombri, distanze, velocità, capacità di valutare la stabilità dei carichi, il peso e l’equilibrio);
• conoscere in maniera approfondita le caratteristiche tecniche del mezzo con cui deve operare.

 

La percezione del rischio da parte del conducente deve essere sempre ottimale.
Le condizioni psicofisiche del lavoratore sono tra le possibili cause scatenanti di un incidente sul lavoro, ed è per questo che a carico del datore di lavoro vi è l’obbligo della vigilanza sui luoghi di lavoro e di tener conto delle capacità e delle condizioni dei lavoratori (in rapporto alla loro salute e alla sicurezza) prima di affidare loro un incarico.
L’incidente è l’evento non desiderato che si verifica quando il lavoro non viene condotto secondo gli standard produttivi progettati o quando il lavoro è privo e/o carente di progettazione. Inoltre, quest’ultimo errore determina anche metodi di lavoro non corrette, carenze nell’organizzazione adottata e nella logistica dello stabilimento.
Per esempio, se analizziamo un incidente, esso si verifica, quasi sempre, quando il mezzo viene condotto da personale non preparato e quindi privo di un’adeguato addestramento nell’uso della macchina, senza un’adeguato studio da parte non solo del lavoratore ma anche dei responsabili dell’opera, progettisti inclusi, delle potenzialità della macchina stessa e dei limiti (anche temporali) che essa impone nel suo utilizzo.

Piattaforme aeree caratteristiche ed elementi costitutivi

Definizione di Piattaforma Aerea:

La piattaforma aerea detta anche “piattaforma di lavoro mobile elevabile” è una macchina destinata a spostare operatori nei lavori in quota, lavori che possono essere di edilizia, come ad esempio il rifacimento di un prospetto o la messa in sicurezza di balconi, lavori di giardinaggio come ad esempio la potatura di alberi, lavori elettrici come la messa appunto di un impianto elettrico e tutti i lavori in alta quota che richiederebbero l’applicazione di ponteggi che richiedono maggiori costi e tempi più lunghi.

Esistono diverse tipologie di piattaforme aeree ed ogni modello è adatto ad una particolare esigenza di lavoro, nella massima sicurezza negli ambienti più difficili e con relativa agilità negli spazi più ristretti, all’interno o all’esterno di edifici.

Noi della Only Rent srl disponiamo di un vasto parco mezzi che soddisfa ogni genere di necessità di noleggio di piattaforme aeree a Palermo.

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Elementi che costituiscono una piattaforma aerea:

La cesta è una cabina recintata che può essere spostata sotto carico nella posizione di lavoro richiesta e dalla quale possono essere eseguite operazioni in costruzione, riparazione, ispezione o altri lavori simili.

Il cestello è una delle parti fondamentali della piattaforma, anche per questo volgarmente è chiamata cestello o cestello elevatore.

La struttura estensibile è una struttura collegata al telaio e ai supporti della piattaforma di lavoro.

Consente gli spostamenti della piattaforma.

Può essere di diverse tipologie, un braccio, una scala singolo o telescopico o articolato, un meccanismo a forbice e può ruotare sulla base o meno.

Il telaio è una base della piattaforma lavoro mobile elevatrice. Può essere di tipo a trazione o spinta, semovente ecc…

Il suo peso da stabilità all’intera struttura.

Altri elementi della piattaforma aerea sono gli stabilizzatori, dispositivi e sistemi utilizzati per stabilizzare le piattaforme che supportando e/o livellando l’intera piattaforma mobile elevabile o estendibile, per esempio marinaretti, dispositivi di blocco di estensione ecc…

I possibili movimenti della piattaforma aerea:

I possibili movimenti della piattaforma sono di abbassamento, sollevamento, rotazione, orientamento, spostamento.

  • Abbassamento/Sollevamento: sono tutte le operazioni per spostare la piattaforma a livelli superiori o inferiori.
  • Rotazione: movimento circolare della ple rispetto all’asse verticale.
  • Orientamento: movimento circolare della struttura estendibile rispetto all’asse verticale.
  • Spostamento: qualsiasi movimento prodotto dal telaio con la piattaforma che sia diversa da quella del trasporto.

Interventi edilizi per cui si può richiedere l’esenzione.

Buongiorno dal blog Only Rent,

oggi tratteremo un interessante argomento riguardante un particolare tipo di intervento edilizio di cui si può richiedere l’esenzione ossia le calamità naturali.

L’articolo 17 comma 3 lett. d) del Testo Unico Edilizia (DPR n. 380/2001) dispone che il contributo di costruzione non è dovuto per gli interventi da realizzare in attuazione di norme o di provvedimenti emanati a seguito di pubbliche calamità.

Noi della Only Rent riteniamo importante mantenere aggiornati i nostri clienti che lavorano nell’ambito dell’edilizia e noleggiano le nostre piattaforme aeree e i nostri furgoniè per questo che presenteremo due sentenze che hanno trattato l’ipotesi di esonero degli interventi edilizi in caso di calamità naturali, l’occasione è utile per chiarire meglio l’operatività di tale disposizione, anche allo scopo di evitare una sua distorta applicazione e per istruire correttamente le richieste eventualmente presentate dagli interessati all’ufficio tecnico comunale.

La prima delle due sentenze che interessano in questa sede è la n. 2567 del 30 maggio 2017 del Consiglio di Stato, sez. IV, nella quale i giudici di Palazzo Spada hanno dovuto valutare il caso in cui il proprietario di un immobile distrutto da un incendio aveva richiesto il permesso di costruire per la relativa ricostruzione, invocando l’esonero di cui al citato art. 17 comma 3 lett. d) del T.U. Edilizia e ottenendo un rifiuto da parte del Comune.

Come è noto, il permesso di costruire è provvedimento naturalmente oneroso (da ultimo, Corte Cost., 3 novembre 2016 n. 231), di modo che le norme di esenzione devono essere interpretate come “eccezioni” ad una regola generale (e da considerarsi, quindi, di stretta interpretazione), non essendo consentito alla stessa potestà legislativa concorrente di ampliare le ipotesi al di là delle indicazioni della legislazione statale, da ritenersi quali principi fondamentali in tema di governo del territorio (Corte Cost., n. 231/2016 cit.). L’art. 17, co. 3, lett. d) del Testo Unico Edilizia prevede la esenzione dal contributo di costruzione “per gli interventi da realizzare in attuazione di norme o di provvedimenti emanati a seguito di pubbliche calamità”.

Definizione di “pubblica calamità”

Si tratta di due distinte ipotesi, ambedue sorrette dal presupposto della pubblica calamità. Quest’ultima deve essere intesa come un evento imprevisto e dannoso che, per caratteristiche, estensione, potenzialità offensiva sia tale da colpire e/o mettere in pericolo non solo una o più persone o beni determinati, bensì una intera ed indistinta collettività di persone ed una pluralità non definibile di beni, pubblici o privati. Ciò che caratterizza, dunque, il carattere “pubblico” della calamità e la differenzia da altri eventi dannosi, pur gravi, è la riferibilità dell’evento (in termini di danno e di pericolo) a una comunità, ovvero ad una pluralità non definibile di persone e cose, laddove, negli altri casi, l’evento colpisce (ed è dunque circoscritto) a singoli, specifici soggetti o beni e, come tale, è affrontabile con ordinarie misure di intervento.

Se, dunque, l’evento deve caratterizzarsi per straordinarietà, imprevedibilità e avere una portata tale da essere “anche solo potenzialmente pericoloso per la collettività”, ciò non è, tuttavia, sufficiente a qualificarlo quale “calamità pubblica”, posto che deve comunque trattarsi di un evento non afferente a beni determinati e non affrontabile e risolvibile con ordinari strumenti di intervento, sia sul piano concreto che su quello degli atti amministrativi.

Per ogni vostra necessità di restauro immobili antichi, rifacimento prospetti, messa in sicurezza balconi e tanto altro, affidatevi ad Only Rent noleggio.

 

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