Qual’è la distanza minima tra due edifici? Quali sono le regole?

Buon giorno dal Blog OnlyRent,

Come ben sapete noi della OnlyRent ci occupiamo di noleggio di piattaforme aeree autocarrate (da 14 fino a 40 mt), semoventi, ragno, pantografi e furgoni jumpy, jumper, ducato maxi e cassonati con gru in tutta Palermo e provincia.

Per noi della OnlyRent Noleggio tenere aggiornati i nostri fedeli clienti delle leggi e le normative che regolano il settore dell’edilizia è fondamentale, infatti, questo articolo parleremo della distanza minima che due edifici devono mantenere e l’obbligo di finestramento di una delle due.

Per poter applicare la regola della distanza minima di 10metri (art. 9 del d.m. 2 aprile 1968 n. 1444) è necessaria l’esistenza di due pareti che si contrappongono, di cui almeno una deve essere finestrata. Lo ha ribadito il Tar Abruzzo, sezione prima, nella sentenza n.109/2017 pubblicata lo scorso 23 febbraio.

I giudici amministrativi abruzzesi rammentano che “per pacifica giurisprudenza la legittimazione dei soggetti terzi, non direttamente destinatari del provvedimento, è riconosciuta in base al criterio cosiddetto della “vicinitas”, ovvero in caso di stabile collegamento materiale tra l’immobile del ricorrente e quello interessato dai lavori, quando questi ultimi comportino contra legem un’alterazione del preesistente assetto urbanistico ed edilizio”.

Quindi, i ricorrenti non devono dimostrare il pregiudizio della situazione soggettiva protetta perché “il danno è ritenuto sussistente in re ipsa per la violazione della normativa edilizia, in quanto ogni edificazione non conforme alla normativa e agli strumenti urbanistici incide se non sulla visuale, quanto meno sull’equilibrio urbanistico del contesto e l’armonico e ordinato sviluppo del territorio, a cui fanno necessario riferimento i titolari di diritti su immobili adiacenti, o situati comunque in prossimità a quelli interessati dagli abusi. Si considera, pertanto, attuale e concreto l’interesse di chi, come i ricorrenti, proprietari di un immobile confinante a quello oggetto dell’intervento contestato, ha interesse a ché il vicino edifichi regolarmente anche in presenza di una lesione potenziale o eventuale”.

 

 

fonte: ediltecnico.it

Misure di prevenzione per piattaforme aeree in prossimità di linee elettriche.

Buongiorno dal blog di OnlyRent!

Oggi presenteremo esempi tratti dall’archivio Ispesl Infor.mo.: incidenti relativi all’utilizzo di piattaforme di lavoro elevabili in vicinanza di linee elettriche. Le dinamiche degli infortuni, le indicazioni del Testo Unico, le distanze minime consentite.

Già in diversi articoli del nostro blog abbiamo trattato argomenti che parlano dei rischi nell’utilizzo di queste attrezzature di lavoro, in particolare oggi ci soffermiamo sui problemi relativi alle vicinanze a linee elettriche.
Come ben sapete noi della OnlyRent ci occupiamo di noleggio di piattaforme aeree autocarrate (da 14 fino a 40 mt), semoventi, ragno, pantografi e furgoni jumpy, jumper, ducato maxi e cassonati con gru in tutta Palermo e provincia.
 

I casi

Il primo caso è relativo a lavori di riparazione di una condotta di un impianto di aspirazione su di una copertura a circa 5 metri di altezza.
Per svolgere questo lavoro due artigiani salgono su una piattaforma aerea.
Le operazioni avvengono “ad una distanza ravvicinata rispetto ad una linea elettrica aerea in media tensione (15.000 Volt)”.
Al termine del lavoro, nella fase di discesa, mentre uno dei due manovra la piattaforma l’altro viene in contatto con la linea elettrica e resta folgorato.
Al di là degli eventuali errori procedurali che portano al contatto, è evidente che la distanza dalla linea elettrica della piattaforma era troppo bassa per lavorare in sicurezza.
               
Il secondo caso è relativo invece a lavori su una linea elettrica.

Un lavoratore si trova, assieme a dei colleghi, su un carro ferroviario, per eseguire dei lavori sulla linea elettrica e per fare ciò utilizzano una piattaforma aera.
Tra i lavori da eseguire c’è “la rimozione di un ‘legno’ di sezione (dispositivo di sezionamento) che, in corrispondenza dello scambio dei binari, mette in comunicazione elettricamente il binario pari e quello dispari, precedentemente installato in posizione errata”.
Per eseguire questi lavori è “programmata una interruzione ferroviaria e la tolta tensione prima solo sul binario dispari, poi anche sul binario pari” in quanto il ‘legno’ di sezione su cui occorre intervenire è comunicante con entrambi i binari.
In particolare la “procedura prevede che prima di intervenire su cavi della linea elettrica occorre ricevere un modulo cartaceo di notifica di tolta tensione”.
Verso mezzanotte viene data comunicazione di tolta tensione sul binario pari e iniziano i lavori. Verso le due una squadra di lavoro si reca nella zona dove deve essere eseguita la rimozione del “legno” di sezione e attende il consenso all’inizio lavori.
Nell’attesa iniziano “a prepararsi alzando la piattaforma avvicinandosi ai cavi della linea”.
Un lavoratore avvicina le mani al legno di sezione e rimane folgorato.
“I lavori sono iniziati pochi minuti prima che fosse tolta la tensione, senza aspettare di ricevere il modulo di conferma della tolta tensione su entrambi i binari. Pare che sia stato il direttore di cantiere, presente sulla piattaforma assieme all’infortunato, a decidere l’inizio dell’intervento assegnando all’infortunato il compito di rimuovere il ‘legno’”.
L’errore determinante è evidente: è “stato consentito l’inizio dei lavori prima di ricevere la comunicazione di tolta tensione, contravvenendo a quanto indicato nel POS”.
 
Il terzo caso è invece relativo ad attività di costruzione di edifici.
Un lavoratore, “in quel momento da solo, nonostante nel libretto di uso sia indicata la necessità di un altro lavoratore a terra, sale su di una piattaforma aerea per effettuare dei lavori di rifinitura alla facciata di un capannone industriale appena realizzato”.
“In quel momento sta piovendo a dirotto, per cui ha con sé un ombrello aperto. Durante la manovra di avvicinamento del cestello alla zona di lavoro, urta con l’ombrello i cavi di una linea aerea a conduttori nudi di media tensione che si trova a pochi metri dall’edificio.
L’infortunato viene attraversato da una forte scarica elettrica che lo uccide”.
 
In questo caso gli elementi che portano all’incidentale sono diversi:
– il lavoratore usa da solo la piattaforma aerea;
– il lavoratore “esegue il lavoro in prossimità di linea elettrica nuda sotto tensione, non protetta;
– la pioggia intensa induce il lavoratore ad usare l’ombrello, che riduce la visibilità”.
 
Infine il quarto e ultimo caso in attività di completamento di edifici.
Un operaio posiziona il veicolo della piattaforma aerea in prossimità del posto presso cui deve operare.
Successivamente sale sulla piattaforma telescopica e con il comando locale si solleva fino a circa 6 metri di altezza dal suolo ed alla distanza di circa 1,5 metri da una linea elettrica aerea a 20 KV.
Il suo lavoro consiste nel tinteggiare la facciata di un capannone utilizzando un rullo montato su di un’asta in alluminio lunga 3,2 metri.
Nel momento in cui intinge il rullo nel secchio della pittura (posto sul piano della piattaforma), non si ravvede che l’asta in alluminio (dalla parte dell’impugnatura) viene a contatto con 2 dei 3 conduttori in tensione della linea elettrica a 20 KV. Conseguentemente al contatto elettrico l’operaio muore per folgorazione.
Anche in questo caso la distanza con la linea elettrica non era sufficiente.
   
La prevenzione
Sono molti i casi che il sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi ha raccolto in merito all’uso di piattaforme aeree in relazione alla vicinanza di linee elettriche.
Spesso alla base di questi incidenti ci sono errori procedurali e la sottovalutazione dei pericoli connessi all’energia elettrica.
 
Ricordiamo che già il Decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, abrogato dal Decreto legislativo 81/2008, prevedeva che “non possono essere eseguiti lavori in prossimità di linee elettriche aeree a distanza minore di 5 metri dalla costruzione o dai ponteggi, a meno che, previa segnalazione all’esercente delle linee elettriche, non si provveda da chi dirige detti lavori per un’adeguata protezione, atta ad evitare accidentali contatti o pericolosi avvicinamenti ai conduttori delle linee stesse”.
Vediamo brevemente le indicazioni contenute nel D.Lgs. 81/2008 e modificate con le correzioni del D.Lgs. 106/09.
Al Capo III “Impianti e apparecchiature elettriche” l’articolo 83, relativo ai lavori in prossimità di parti attive, indica che “non possono essere eseguiti lavori non elettrici in vicinanza di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti di cui alla tabella 1 dell’allegato IX, salvo che vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi”.
Al Capo II “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota” l’articolo 117 recita che “ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 83, quando occorre effettuare lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, ferme restando le norme di buona tecnica, si deve rispettare almeno una delle seguenti precauzioni:
a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei lavori;
b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano l’avvicinamento alle parti attive;
c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni altra attrezzatura a distanza di sicurezza”.
Inoltre riguardo alla distanza di sicurezza il comma 2 dell’articolo 117 indica che la distanza “deve essere tale che non possano avvenire contatti diretti o scariche pericolose per le persone tenendo conto del tipo di lavoro, delle attrezzature usate e delle tensioni presenti e comunque la distanza di sicurezza non deve essere inferiore ai limiti di cui all’allegato IX o a quelli risultanti dall’applicazione delle pertinenti norme tecniche”.
Pagina introduttiva del sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero 90, 638, 882, 1011e 1427(archivio incidenti 2005/2008).

Potatura degli alberi con le Piattaforme Aeree

Buongiorno dal Blog OnlyRent!
Oggi ci dedicheremo ad una specifica categoria di affezionati clienti: i Giardinieri.
Come ben sapete noi della OnlyRent ci occupiamo di noleggio di piattaforme aeree autocarrate (da 14 fino a 40 mt), semoventi, ragno, pantografi e furgoni jumpy, jumper, ducato maxi e cassonati con gru in tutta Palermo e provincia e sono molti i clienti che fanno affidamento ad una piattaforma per la potatura delle chiome degli alberi, in particolar modo per quelli ad alto fusto o di grandi dimensioni in genere.
Si tratta della potatura con l’ausilio delle piattaforme aeree, ovvero di quei “cestelli” semoventi sorretti da carrelli elevatori.

Obiettivi della potatura con piattaforma.

La potatura ha come finalità quella di migliorare la pianta sia nel suo aspetto estetico, sia dal punto di vista della salute e della longevità della stessa.
In modo sintetico, possiamo così riassumere gli obiettivi della potatura con piattaforma:
– Non recare alcun danno a ciò che circonda la pianta.
– Migliorare la salute e l’aspetto ornamentale della pianta stessa.
– Rispettare la forma originale della pianta.

Perché la potatura con piattaforma?

Per una questione di salute della pianta e di prevenzione degli eventuali danni che essa potrebbe procurare, la potatura è un’operazione imprescindibile se vogliamo conservarla più a lungo e nel miglior stato possibile. Ci sono casi in cui non vi è la possibilità di intervenire in altro modo su una pianta per poter potare i suoi rami. Questi possono essere:

– il terreno non è sicuro, e non garantisce la stabilità della pianta in arrampicata
– i rami sono secchi e/o malati
– la pianta appoggia troppo su altre piante o è troppo vicina ai cavi elettrici.

In questi casi l’alternativa a disposizione è la potatura con l’ausilio delle piattaforme aeree. Se poi vi è la possibilità di poggiare il macchinario su un terreno che non soffra per il compattamento, le cui radici non rischino alcun tipo di compromissione, meglio ancora.
La potatura è un intervento indispensabile per una corretta manutenzione del giardino, come dei parchi, pubblici e privati.

Come si esegue la potatura degli alberi con la piattaforma.

La prima cosa da fare è una valutazione dell’intervento, dell’iter dei lavori e della posizione migliore dove poggiare la base del carrello elevatore.

Proprio per questo abbiamo potenziato il servizio di assistenza alla clientela composto da una squadra di collaboratori che in tempo reale offrono valide soluzioni alle richieste, basterà contattarci per programmare un sopralluogo e successivamente un preventivo gratuito per il lavoro da eseguire.

Fatto questo, l’operatore si sistema nel cesto, si preoccupa di mettersi in sicurezza e viene issato così nei punti dove c’è necessità di intervenire, spostandosi di volta in volta.

E’ bene ricordare che non ci si deve muovere da soli, le variabili da valutare sono legate a più fattori. L’inesperienza e l’incompetenza possono causare danni ed essere pericolose, per se stessi (durante i lavori) e per gli altri (durante i lavori e/o dopo).
Con il noleggio “a caldo” potrai contare su un operatore specializzato che ti assisterà nel lavoro e manovrerà la piattaforma, in questo modo possiamo mettere in sicurezza noi stessi e la pianta che, dopo la potatura, potrà riprendere l’attività vegetativa nel migliore dei modi.
Fonte: www.vivailoda.it